Un nuovo studio pubblicato dalla società di consulenza BSS di Basilea conclude che l’aumento dei contributi salariali non è una soluzione sostenibile. Questa soluzione grava in modo unilaterale sul lavoro retribuito e indebolisce il mercato del lavoro nel suo insieme così come l’attrattività della piazza economica e la solidarietà tra le generazioni. Si tratta di conclusioni estremamenti rilevanti in questo momento in cui la Svizzera discute della riforma AVS e del finanziamento della 13a rendita AVS.
La richiesta di abolire il tetto massimo per le coppie sposate nell’AVS viene presentata come un passo verso la parità di trattamento. In realtà, si tratta di una rottura del sistema a scapito dell’equità contributiva, delle giovani generazioni e di tutti coloro che vivono non sposati e lavorano entrambi a tempo pieno. Il lupo si nasconde travestito da pecora.
La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) illustra il suo concetto per il finanziamento dell’AVS come “equilibrato e sostenibile”. Tuttavia un’analisi più attenta chiarisce che i piani non sono né equi tra le generazioni né sostenibili a lungo termine.
La nuova riforma dell’AVS punta su maggiori entrate e ignora il reale bisogno di riforme. A pagarne il prezzo, alla fine, saranno le giovani generazioni e la popolazione attiva.