La richiesta di abolire il tetto massimo per le coppie sposate nell’AVS viene presentata come un passo verso la parità di trattamento. In realtà, si tratta di una rottura del sistema a scapito dell’equità contributiva, delle giovani generazioni e di tutti coloro che vivono non sposati e lavorano entrambi a tempo pieno. Il lupo si nasconde travestito da pecora.
La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) illustra il suo concetto per il finanziamento dell’AVS come “equilibrato e sostenibile”. Tuttavia un’analisi più attenta chiarisce che i piani non sono né equi tra le generazioni né sostenibili a lungo termine.
La nuova riforma dell’AVS punta su maggiori entrate e ignora il reale bisogno di riforme. A pagarne il prezzo, alla fine, saranno le giovani generazioni e la popolazione attiva.