Affinché l’AVS possa funzionare anche in futuro, occorrono soluzioni che permettano al sistema di ritrovare un equilibrio finanziario. Questo potrebbe avere la forma di entrate supplementari, adeguamento delle prestazioni oppure una differente redistribuzione tra generazioni.
Come viene finanziata l’AVS?
L’AVS è finanziata secondo il principio della ripartizione. Ciò significa che le persone attualmente attive professionalmente, insieme ai loro datori di lavoro, finanziano le rendite dei pensionati attraverso i loro contributi salariali. Il denaro riscosso ogni mese viene immediatamente distribuito. Questo sistema si basa sul principio di solidarietà tra le generazioni.
Le prestazioni dell’AVS sono finanziate principalmente dai contributi degli assicurati e dei datori di lavoro. La Confederazione contribuisce al 20,2 % delle spese. Questa quota è finanziata dalle imposte sul tabacco e sugli alcolici, nonché dalle risorse generali della Confederazione.
Demografia e patto tra le generazioni dell’AVS
L’AVS si basa sul cosiddetto patto tra generazioni. Ciò significa che le persone attive oggi finanziano, con i loro contributi, le rendite degli attuali pensionati. Quando raggiungeranno l’età pensionabile, saranno le giovani generazioni a prendere il loro posto. Questo principio funziona solo se il rapporto tra contribuenti e beneficiari rimane equilibrato.
Questo equilibrio è però messo a dura prova dall’evoluzione demografica. Le persone vivono più a lungo rispetto a quando l’AVS fu introdotta. Ciò significa che si percepisce oggi una loro rendita per un periodo più lungo rispetto al passato. Parallelamente, il tasso di natalità è in calo: ci sono quindi sempre meno giovani che entrano nel mondo del lavoro e che versano contributi. Mentre in passato sei persone attive finanziavano una rendita, oggi sono solo circa tre, e questo rapporto continuerà a diminuire in futuro.
L’evoluzione demografica mette a dura prova il sistema di ripartizione e il patto intergenerazionale. Senza adeguamenti, l’AVS rischia a lungo termine di trovarsi di fronte a un problema di finanziamento.
Perché è necessaria una riforma dell’AVS?
L’AVS deve affrontare importanti sfide finanziarie. Il motivo principale è l’evoluzione demografica: le persone vivono sempre più a lungo. Questo significa che percepiscono la loro rendita per un periodo più lungo. Allo stesso tempo, sempre meno giovani entrano nel mercato del lavoro per pagare i contributi. A ciò si aggiunge il progressivo pensionamento della generazione numerosa dei baby boomer. A partire dal 2026, l’AVS dovrà sostenere un nuovo onere: la 13esima rendita AVS, decisa dal popolo. La sua fonte di finanziamento rimane incerta, ma graverà ulteriormente sulle finanze dell’AVS.
In futuro, le entrate provenienti dai contributi salariali e dalle imposte non saranno più sufficienti a coprire le rendite come accade oggi. Senza adeguamenti, l’AVS registrerà un deficit nei prossimi anni e dovrà attingere alle sue riserve. Affinché l’AVS continui a essere finanziata in modo sostenibile e a garantire il versamento delle rendite, sono indispensabili delle riforme. Queste possono includere, ad esempio, entrate supplementari, un aumento dell’età di riferimento o adeguamenti delle prestazioni. L’obiettivo di qualsiasi riforma deve essere quello di garantire la stabilità finanziaria dell’AVS a lungo termine.
Che cos’è il fondo di compensazione AVS?
Il fondo di compensazione AVS è una riserva finanziaria destinata a garantire il regolare versamento delle rendite AVS. È alimentato dalle entrate dell’AVS, principalmente dai contributi salariali dei lavoratori dipendenti e dei datori di lavoro, dai contributi dei lavoratori indipendenti, dai contributi della Confederazione e da alcune imposte destinate a questo scopo (ad es. le imposte sul tabacco e sull’alcol).
Il sistema funziona secondo il principio della ripartizione: le persone attualmente attive finanziano le rendite dei pensionati di oggi. Il fondo di compensazione consente di assorbire le differenze temporanee tra entrate e uscite. Si tratta di un cuscinetto di sicurezza quando le entrate correnti non sono sufficienti. La legge prevede che il fondo corrisponda ad almeno un anno di spese dell’AVS.
Secondo le ultime previsioni, alla fine del 2024 il fondo AVS ammontava a circa 55,9 miliardi di franchi, pari al 109,8% delle spese annuali. Tuttavia, già dal dicembre 2026 è previsto un risultato di ripartizione negativo. L’invecchiamento della popolazione, l’allungamento dell’aspettativa di vita e l’introduzione della 13esima rendita AVS aumentano lo squilibrio tra entrate e uscite. Senza ulteriori riforme, il fondo scenderà probabilmente al di sotto della soglia minima legale a partire dal 2033.
Fonti
«Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti AVS»: Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFAS, 2025
«Fondo di compensazione AVS/AI/IPG»: Centro d’informazione AVS/AI, 2025
«Ein bewährtes System einfach erklärt: Die schweizerische Altersvorsorge»: Bundesamt für Sozialversicherungen, Dezember 2024, Copyright: BSV, Bern, 2024 (Tradotto in italiano)
«Sfide demografiche nella previdenza per la vecchiaia»: Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFAS, 2024